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Lycophyta

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La divisione lycophyta comprende specie che si inseriscono in una linea evolutiva distinta da quelle delle prime piante terrestri. Le licofite hanno sporangi laterali e protostele esarca (quindi metaxilema al centro e protoxilema esterno). Le licofite più primitive avevano microfille vascolarizzate uninervie che si ritiene si siano evolute da emergenze del fusto. Evolsero vere radici che gli permisero di ancorarsi al terreno migliorando l'accrescimento e l'assorbimento. Molte specie estinte avevano una crescita secondaria e un legno complesso simile a quello delle conifere. Le licofite divennero eterosporee , differenziando microspore e macrospore che dettero origine  ai gametofiti maschili e femminili. L'eterosporia è importante per le piante terrestri poiché è il presupposto necessario per l'evoluzione del seme. In genere lycopodium è comune nelle foreste dalle regioni tropicali a quelle artiche , comprende 200 specie. Piante erbacee provviste di rizoma, radi...

Il Cervone (Elaphe quatuorlineata)

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Questi ofidi sono tra i più grandi del nostro continente, misurano infatti dal metro e sessanta al metro e settanta, ma non sono rari i casi di esemplari che raggiungono i due metri, di cui 1/6 spetta alla coda. Hanno testa larga con muso appuntito, occhi grandi, pupilla rotonda, il tronco grosso e slanciato, coperto da squame romboidali. La colorazione del cervone è molto caratteristica; le parti superiori hanno fondo bruno-olivastro o bruno scuro, con quattro linee scure che percorrono il dorso a partire dalla nuca sino alla base della coda. Le aree laterali del capo sono percorse da una linea larga e nera. Le parti inferiori del corpo hanno un colore giallastro e hanno ai lati una serie di macchie brune. Non vi è gran dimorfismo sessuale, invece i giovani hanno una livrea completamente diversa dagli adulti. La parte superiore del capo è occupata, avanti da una serie di macchie e strisce scure, mentre la regione parietale e occipitale sono nerastre uniformi. Il dorso è gr...

Ginkgophyta

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Questa divisione comprende una sola specie vivente ( Ginkgo biloba). Questa specie appartiene alle dicotiledoni, con fusto robusto e molti rami, ma il suo legno, come quello delle conifere, manca di parenchima assiale. Ha foglie simili ad una latifoglia ma con nervature ramificate dicotomicamente, come nelle felci a semi e non reticolate come le dicotiledoni. Il ginkgo ha ha sia brachioblasti che portano la maggior parte delle foglie che i microblasti. La riproduzione è dioica e di tipo gimnospermico , ma non vengono prodotti strobili. Gli ovuli si trovano a coppia all'estremità di un corto peduncolo  e a maturità sono privi di protezione. Il polline è prodotto in una struttura che sembra un amento , con un peduncolo e parecchi sporangi (alcuni con microsporangi), gli ovuli sono grandi come nelle pteridosperme e cicadee. E' un albero coltivato come ornamento caratteristica molto particolare riguarda le foglie, queste che assumono un giallo brillante in autunno.

Cycadophyta

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Le moderne cicadee vengono spesso confuse o con le felci o con giovani palme , a causa del loro tronco robusto e delle loro foglie composte pennate. La maggior parte delle cycadales sono alte meno di uno o due metri ma vi sono specie che possono raggiungere i 18 metri, Il tronco è coperto da corteccia e dalle basi fogliari persistenti che restano sulla pianta anche dopo che la foglia è caduta. Internamente i fusti delle cycadales sono molto simili a quelli delle felci a seme (pteridosmermophyta), con uno spesso strato di corteccia che contiene dotti secretori, il quale circonda una piccola quantità di legno ricco di parenchima. Le tracheidi sono lunghe ed ampie e i raggi midollari enormi. Un ampio midollo contiene i canali secretori. Al contrario delle a felci a seme , le foglie delle cicadee non portano ovuli. Queste portano invece strobili microsporangiati su piante diverse; le cicadee sono sempre dioiche. Al momento della germinazione, i granuli pollinici producono un ...

La luscengola (Chalcides chalcides)

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La luscengola presenta un corpo notevolmente serpentiforme, caratteristica che ha elevato questo animale, nell’ immaginario collettivo al grado di serpente, per giunta velenoso. In realtà la luscengola non solo non possiede nessun tipo di veleno, ma è un animale non mordace e in ogni caso non in grado di attaccare o mordere un essere umano. Presenta arti cortissimi con tre dita, che utilizza raramente durante i movimenti. Il colore dominante varia dal grigio al verde oliva, spesso con diverse strisce longitudinali. Il dimorfismo sessuale è quasi nullo ,se non per le dimensioni del capo, che sono maggiori nei maschi. La lunghezza di un esemplare adulto varia tra i 25 ed i 40 cm, con la femmina tendenzialmente più lunga del maschio. In Italia, la luscengola è distribuita non oltre  il fiume Po. Si rinviene, inoltre, in Liguria, , nell'isola d'Elba,  in Sicilia, Sardegna e isole adiacenti. Oltre confine, è diffusa in Spagna, Francia meridionale, e nell'Africa Nord occ...

Geco comune (Tarentola mauritanica)

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Geco di dimensioni medio piccole, lungo generalmente 8 cm coda esclusa (spesso la coda  è uguale alla lunghezza del corpo o leggermente più lunga). Capo e tronco depressi, zampe corte con dita larghe munite nella parte inferiore di lamelle adesive, queste gli permettono un ottima aderenza su quasi tutte le superfici. Gli occhi sporgenti mancano di palpebre e hanno la pupilla verticale.  Possiede una pelle sottile e fragile , provvista di squame molto piccole e tubercoli appuntiti.Questo sauro è in grado di praticare l'autotomia della coda.La pelle è di colore grigiastro e bianco o gialla nelle parti inferiori. Il colore può inoltre variare a seconda della luce : quando intensa , le parti superiori si fanno chiarissime, quando scarsa invece , diventa molto scuro tendente al nero. Il geco comune è una creatura mediterranea che ama il clima tepido e caldo, è diffuso largamente in tutta Italia , isole comprese , nella Spagna , nella zona costiera meridionale della ...

Angiosperme dicotiledoni (Classe Magnoliopsida)

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Questa classe costituisce un raggruppamento più ampio rispetto alle monocotiledoni e comprendono sia piante erbacee che legnose. Mancano specie marine acquatiche. Le dicotiledoni si distinguono anche dall'accrescimento secondario del fusto e delle radici, come le radici a fittone o affastellate. Hanno foglie per lo più dotate di picciolo e in genere con nervature penninervia e reticolate. Le dicotiledoni riuniscono come detto la maggior parte delle angiosperme e sono diffuse in tutte le parti del mondo, la loro presenza è minore a quella delle monocotiledoni solo nelle regioni aride alpine e in quelle desertiche. Le dicotiledoni si dividono in 6 sottoclassi. -Sottoclasse Magnolidae  Raggruppa quelle dicotiledoni che presentano i caratteri di tipo arcaico, attribuibili alle antiche angiosperme. Mancano infatti correlazioni evidenti con i gruppi più evoluti di questa sottoclasse. La famiglia Magnoliacee ad esempio, comprende specie arboree con legno di tipo gimn...